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La sinistra è finita in discarica?

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Non ce la date a bere

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Discarica di Scapigliato: 330 milioni di euro al Comune di Rosignano

Discarica di Scapigliato: 330 milioni di euro al Comune di Rosignano

DISCARICA DI SCAPIGLIATO 1982/2012

DISCARICA DI SCAPIGLIATO 1982/2012

solo a Livorno, l'inceneritore brucia tranquillo PDF Stampa E-mail
Scritto da Maurizio Marchi   
Mercoledì 04 Aprile 2018 08:56

94.500 tonnellate provenienti da fuori comune per 150 euro a tonnellata (tariffa prudente) sono oltre 14 milioni di euro per le casse del sindaco Nogarin a cinque stelle ....

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rifiuti in Toscana, tra affari e inquinamento PDF Stampa E-mail
Scritto da Maurizio Marchi   
Mercoledì 04 Aprile 2018 08:21

Quasi tutto il sistema di gestione dei rifiuti in Toscana (almeno della Toscana costa) è in crisi, tra abusi, affari milionari e inquinamento dell'aria e dell'acqua.

Dal caso clamoroso dei giro-bolla di Lonzi e RARI a Livorno, al progetto di ampliamento di Scapigliato, fermato dalla Regione, alla discarica di Bulera per rifiuti pericolosi, a cui la popolazione si sta opponendo nonostante l'autorizzazione della Regione all'ampliamento per oltre un milione di tonnellate, esplode il caso RIMATERIA, la discarica di Piombino, in bocca del fiume Cornia, che riceve rifiuti urbani e industriali (tra cui fanghi conciari al cromo e amianto), che seppur diffidata dalla regione nel novembre 2017 per le molte irregolarità, vorrebbe rialzarsi da 26 metri sul livello del mare a 32 metri, con rifiuti anche da fuori zona e regione. Del tutto fuori controllo le emissioni di miasmi per il mancato recupero del biogas. In allegato pubblichiamo documenti ufficiali su RIMATERIA, compresa la diffida regionale.

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a Livorno la morte operaia è la norma PDF Stampa E-mail
Scritto da Maurizio Marchi   
Venerdì 30 Marzo 2018 08:10

dall'Italso alla tragedia della Neri

Il Tirreno 29.3.18

schiacciato DAL VAGONE

COLPITO dall'elica

di GIULIO CORSI Era il 1987. Erano le due di notte di domenica 25 gennaio. A poche decine di metri dal serbatoio dove ieri hanno perso la vita Lorenzo Mazzoni e Nunzio Viola, un'intera fabbrica saltò in aria. Era l'Italso. Produceva farina e olio di semi.Uno spaventoso boato svegliò Livorno, fiamme alte trenta metri illuminarono il cielo di un bagliore cupo, da Tirrenia fino ad Ardenza. Dentro al reparto in cui avveniva l'estrazione dell'olio, affacciato sul canale industriale, tre operai furono uccisi dal fuoco, arsi vivi. Morirono da eroi: perché Mauro Gasperini, 34 anni, Vittorio Palomba, 43 e Toscano Polini, 45, prima di restare intrappolati tra le fiamme chiusero le valvole dei depositi sotterranei di esano, evitando che la tragedia avesse dimensioni apocalittiche.Non bastano quattro mani per contare i lenzuoli bianchi che negli ultimi 30 anni hanno coperto i corpi esanimi di uomini morti di lavoro sulle banchine del porto, nelle fabbriche e nei depositi del retroporto, nei bacini del cantiere dentro al Mediceo, nelle stive delle navi durante le operazioni di carico e scarico.È il 14 ottobre 1997, Franco Castellani, 51 anni, padre di due figli e capo piazzale alla Calata Carrara viene investito da un fork-lift di 27 tonnellate, mentre controlla il numero di un container. Poche ore dopo muore in ospedale.Tra il dicembre del 1999 e il settembre del 2000 la scia di sangue si sposta dentro al cantiere navale: tre morti in dieci mesi.

 
Geotermia, hanno fatto un deserto e lo chiamano sviluppo sostenibile PDF Stampa E-mail
Scritto da Maurizio Marchi   
Domenica 01 Aprile 2018 10:06

l'intervento di Maurizio Marchi (che precisa di non essere un medico) in allegato.

Clamorose novità al Convegno sulla geotermia di Firenze del 24 marzo
Seguitissimi gli interventi e le novità che smontano la favola della geotermia “pulita e rinnovabile”

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DUE OPERAI MORTI NEL PORTO AD ALTO RISCHIO DI LIVORNO PDF Stampa E-mail
Scritto da Maurizio Marchi   
Giovedì 29 Marzo 2018 09:17

MEDICINA DEMOCRATICA

Sezione di Livorno e della val di Cecina

 

Poteva esserci un effetto domino, il sindacato indica uno sciopero

 

Oggi al porto di Livorno si è verificata un'esplosione in un serbatoio della zona in cui vengono stoccati vari materiali combustibili o esplosivi. Due sono gli operai rimasti uccisi nell'esplosione: Nunzio Viola, e Lorenzo Mazzoni, dipendenti della Labromare, una ditta specializzata nelle bonifiche, che lavorava in appalto alla ditta società Neri.

La Repubblica edizione di Firenze fornisce una prima ipotesi di quanto accaduto:“Secondo una prima ricostruzione i due operai stavano effettuando lavori di manutenzione. Il serbatoio interessato dallo scoppio si trova all'interno del deposito costiero della società Neri e conteneva acetato di etile, una sostanza molto infiammabile. [...] Forse l'esplosione può essere stata causata da una sacca di gas formatasi all'interno della cisterna stessa”.

Oltre al dolore e alla rabbia non si può che rimanere sgomenti dall’accaduto.

Come è possibile che in Italia ogni giorno muoiano 4 lavoratori a causa di quelli che di fatto sono omicidi sul lavoro?

Eppure in Italia esistono norme ben precise per la sicurezza in generale e per le lavorazioni all’interno di serbatoi in particolare.

 
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