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La sinistra è finita in discarica?

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Non ce la date a bere

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Discarica di Scapigliato: 330 milioni di euro al Comune di Rosignano

Discarica di Scapigliato: 330 milioni di euro al Comune di Rosignano

DISCARICA DI SCAPIGLIATO 1982/2012

DISCARICA DI SCAPIGLIATO 1982/2012

treno di cloroformio deraglia a Rapallo PDF Stampa E-mail
Scritto da Maurizio Marchi   
Giovedì 25 Ottobre 2018 16:24

Andava da Rosignano a Spinetta Marengo, ma Solvay precisa : non erano prodotti Solvay. E chi mai lo produce il cloroformio, che è uno dei quattro clorometani prodotti a Rosignano (cloruro metile, cloruro metilene, cloroformio, tetracloruro di carbonio) ? Poteva essere un'altra Viareggio .... Nelle foto si nota anche che in fondo al treno non c'è il  CARRO SCUDO.

AGGIORNAMENTO

Svelato l'arcano: non è Solvay, ma Inovyn (una scatola cinese nel parco industriale di Solvay di Rosignano, che ora produce cloroformio, nel vecchio impianto clorometani, come si evince dalla scheda di sicurezza di Inovyn.

Solvay ha venduto a Inovyn il vecchio impianto clorometani (anno di costruzione 1962) e la nuova elettrolisi a membrana (anno costruzione 2007), in un gioco di scatole cinesi, forse per pagare meno tasse, negli ultimi anni. E forse per allontanarsi molti rischi, ad esempio nel trasporto. Come ha venduto ad INEOS tutta la linea dell'etilene, con vecchio serbatoio in area archeologica ed impianto di polimerizzazione del 1958. Si è mantenuta solo la sodiera, il cloruro di calcio e l'acqua ossigenata, ultimamente potenziata. Anche le due centrali elettriche nel parco industriale sono di ENGIE. Ha un bel dire che non era un prodotto suo, quello contenuto nella cisterna deragliata a Rapallo.

IL TRASPORTO VIA TRENO è PIU' SICURO RISPETTO AI CAMION CISTERNA, MA OCCORRONO ATTENZIONI PARTICOLARI PER IL TRASPORTO DI MATERIALI PERICOLOSI, come la diminuzione della velocità dei treni nei centri abitati, e manutenzioni, ai mezzi e alla rete. Ed è obbligatorio il carro scudo in coda treno, forse sarebbe stato sviato questo, non la cisterna, che era l'ultima del treno.

 

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Ultimo aggiornamento ( Venerdì 09 Novembre 2018 09:24 )
 
scarichi a mare di Solvay, alternative e soldi PDF Stampa E-mail
Scritto da Maurizio Marchi   
Giovedì 25 Ottobre 2018 11:07

Fu il mio esordio in MD, 27 anni fa, e resta ancora la pietra miliare per qualsiasi lotta contro gli scarichi a mare di Solvay: notare tra l'altro a pag. 5 dove Solvay dice che le sodiere sul mare hanno più prospettive delle altre: liberarsi dell'enorme quantità dei propri rifiuti in mare (gratis) è la migliore soluzione, per lei ovviamente, ma servono anche "a ripascere le spiagge" !! Solvay parla anche di "dighe o bacini di ritenzione" per raccogliere questi scarichi, per una spesa di 13 miliardi di lire (6,5 milioni di euro circa, non è una cifra esorbitante), quindi da escludere ... il Rapporto Solvay del 1983, che nell'articolo riassumo, è disponibile (circa 60 pagine, di cui una ventina trascurabili). Allego il frontespizio. Buona lettura.

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rigassificatori, non ha niente da dire Di Maio ? PDF Stampa E-mail
Scritto da Maurizio Marchi   
Lunedì 22 Ottobre 2018 09:21

Rigassificatori inutili, pericolosi e costosi per lo stato: non ha niente da dire Di Maio ?

Il 14 novembre pv  il TAR del Lazio dovrà pronunciarsi, su ricorso del  Comitato no al rigassificatore e del Comune di Rosignano, sul progetto Edison.  Il progetto di rigassificatore Edison a Rosignano ci perseguita da oltre 15 anni, a forza di varianti. Il primo progetto del  2002 prevedeva l’importazione di 4 miliardi di metri cubi di metano liquefatto l’anno, con un serbatoio da 160.000 mc, da collocare in area archeologica di Vada, oltre al raddoppio del serbatoio di etilene a 20.000 mc e il prolungamento del pontile di 430 metri. Il progetto fu giudicato contrario al Piano strutturale del Comune e respinto.

Nel 2005 allora Edison presentò una variante, che prevedeva il raddoppio dell’importazione di  GNL da 4 a 8 miliardi di mc, due serbatoi  per la capacità complessiva di 320.000 mc, più il solito prolungamento del pontile e lo spostamento del serbatoio di etilene con raddoppio, il tutto però all’interno del perimetro Solvay. In questa versione, giudicata più pericolosa dalla stessa Edison, si avrebbero le tubazioni di gnl più lunghe (e quindi più pericolose) al mondo, circa  5 km.  Nel 2010 Il Ministero dell’Ambiente  approvò la VIA di questo progetto , di cui si discuterà al TAR il 14 pv.

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Ultimo aggiornamento ( Sabato 27 Ottobre 2018 08:24 )
 
Di Maio, nessuna coerenza PDF Stampa E-mail
Scritto da Maurizio Marchi   
Lunedì 22 Ottobre 2018 16:34

Dal sito peacelink

ILVA

Il governo del cambiamento (climatico)

Il ministro Di Maio plaude al taglio del 15% delle emissioni di gas serra con nuove tecnologie. Ma consentirà un aumento del 66% della produzione ILVA per aiutare Arcelor Mittal a fare profitti e per restituire alle banche creditrici quanto prestato in passato.

14 ottobre 2018 - Alessandro Marescotti

Governo del cambiamento climatico: consentirà un incremento delle emissioni di gas serra per ILVA

Ultimo aggiornamento ( Lunedì 22 Ottobre 2018 16:38 )
 
legislazione criminogena PDF Stampa E-mail
Scritto da Maurizio Marchi   
Domenica 21 Ottobre 2018 09:34

Forum Ambita, Grosseto 21 ottobre 2018

Esempi concreti in Maremma di una legislazione ambientale criminogena”

 

 

I dati pubblicati dall’ISTAT[1] sulla efficacia del lavoro delle Procure italiane nella repressione dei reati contro l’Ambiente sono impressionanti.

L’analisi dal 2006, anno di introduzione del Testo Unico Ambientale, al 2016, condotta sulla base dei rapporti trasmessi all’ISTAT da tutte le Procure italiane, ci dice che i procedimenti penali avviati per reati contro l’Ambiente sono decuplicati.

E’ a tutti evidente una maggiore attenzione sociale sui temi della sostenibilità, dei limiti allo sviluppo dei consumi e del mantenimento degli equilibri biologici, che hanno prodotto una crescita notevole delle norme legiferate dal Parlamento italiano a difesa dell’Ambiente, anche in recepimento delle Direttive UE.

Le leggi emanate sono passate dal numero di 5 norme presenti negli anni ‘60 a ben 189 del 2016, un numero 38 volte maggiore. Dovremmo quindi sentirci ben tutelati...

 
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